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Words on
Web
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A
proposito de "La Carta di Zurigo"
“Ecco
finalmente un libro in grado di tracciare un quadro teoretico
della Nuova Realtà che stiamo creando, sia come singoli
individui sia come società. Un libro in cui sono
selezionate con grande chiarezza poche ma qualificate personalità
che discutono, progettano e talvolta costruiscono la Nuova
Architettura emergente”. (G. Schmitt) Siamo di fronte,
in realtà, a qualcosa di più di una pubblicazione
cartacea: questo lavoro “vuole continuare a espandersi
e trasformarsi attraverso l'uso di una postazione di rete
di carattere innovativo, che permetta l'avanzare delle idee
collettive” (F. Barzon). Eisenman, de Kerckhove, Saggio,
vi stanno aspettando con l'autore su www. digitalmanifesto.net |
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Intervista
"ibrida" a Marco Nardini: no solid information
Fusione
propositiva di due postazioni di rete, nell'intento d'intercettare
i flussi brulicanti di informazioni interconnesse, senza
limiti di redazione, senza confini prestabiliti, verso una
contaminazione costruttiva tra strutture di pensiero distanti.
Tre poli cognitivi, orientati dalle proprie personali percezioni,
indagano le estensioni dell'architettura nascente: quasi
a random Giacomo Airaldi – Arch&Web - e Paola
Ruotolo – European Art Magazine - esprimono a Marco
Nardini, ricercatore del settore, i propri interrogativi
sulle “tecnologie d'avanguardia nella progettazione
contemporanea”. |
La
Rivoluzione Informatica Testo&Immagine Torino
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ai Libri in Italiano
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“Corpi-Corpo”:
percorsi interattivi nella disciplina architettonica.
Nuove
sostanze, nuove frontiere: la trasfigurazione digitale dell'architettura
d'avanguardia e della dimensione di studente/ architetto
in un' interessante sperimentazione didattica.
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La
voce di Niemeyer
L'appartenenza
pubblica di un'architettura, declinata nelle parole e negli
attrattori virtuali, conduce a dissonanti e controverse
emozioni: cammina sul filo del rasoio la nascita dell'Auditorium
di Ravello, ma accende una serie di riflessioni vitali sullo
stato dell'architettura contemporanea in Italia. Possibile
perdere l'orientamento. |
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Dives
in Misericordia: il bianco di Meyer si tramuta in eterno candore.
Chiesa
e Architettura unite da un comune interesse: riqualificare
un'area marginale ed isolata riconnettendola al tessuto
urbano. Sarà possibile ammirare, tra pochi mesi,
una nuova chiesa nel quartiere romano di Tor Tre Teste;
il progetto è di Richard Meier, vincitore del concorso
internazionale ad inviti per la Chiesa del 2000, bandito
dall'Opera Romana per la Preservazione della Fede e la provvista
di nuove Chiese in Roma. |
Vai
anche a
Concio/sconcio.
Chiesa a Roma
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Sfiorando
la "Storia di un architetto moderno"
Semplici
impressioni, rapidi barlumi dalla mostra “Mario Ridolfi,
sessanta anni di architettura in sessanta disegni, 1924-1984”;
in seguito alla “ lunga e complessa costruzione dell'archivio
Ridolfi-Frankl-Malagricci”, l'Accademia Nazionale
di San Luca compie un primo significativo passo verso una
nuova stagione di approfondimenti e ricerche su di un “artigiano
dell'architettura” che va, in realtà, annoverato
“fra i principali protagonisti della generazione che
ha costruito la tradizione della nuova architettura moderna
in Italia” |
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Mediterraneo,
Sicilia e Moderno
Breve
viaggio attraverso le suggestioni mediterranee dell'architettura
moderna siciliana.
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anche a:
Architettura
in Sicilia. Percorsi dell'imprinting
Coffee
Break Forum
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Architettura
del XX secolo: il Guggenheim di Bilbao (1997)
Dal
nucleo irradiante dell'atrio la luce esplode e si cristallizza
in propaggini centrifughe irregolari, imprigionata e geometrizzata
dalle vibranti, sottili lamine di titanio, mutandosi in
una sorta di enorme sistema naturale che si espande sul
fiume Nerviòn e si insedia nel tessuto preesistente
della città alla ricerca di spazio vitale, fino a
distendersi sotto il Puente de la Salve, cui si aggrappa
saldamente in un ultimo guizzo verticale, lanciata verso
il cielo dall' ambrato movimento ascendente della sinuosa
torre obliqua.
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Ground
Zero: la responsabilità di un atto progettuale
Quando
si va a modificare il territorio con un processo progettuale
la responsabilità dell'“uomo architetto”
che va ad operare è sempre rilevante: ogni ingerenza
dell'homo faber, nello spazio naturale o nella sedimentazione
urbana, conduce con sé un atto espressivo di consapevolezza,
nonché di attestazione della propria volontà
di alterare in maniera pressoché definitiva lo scenario
di un patrimonio comune. |
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Un
nuovo sponsor per le città italiane: l'Architettura
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